Marco Fabbri, 41 anni, laureato in Scienze Politiche, dipendente pubblico, è nato a Comacchio (Ferrara), Comune di cui è stato primo cittadino (sindaco) per due mandati, dal 2012 al 2020. Ha ricoperto il ruolo di consigliere provinciale a Ferrara e di Presidente dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po. Eletto alle ultime elezioni regionali è stato poi nominato anche Presidente della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo.
Buongiorno Marco e grazie per rilasciare questa intervista per Raia Diplomatica a un umile servitore. Cominciamo: ci parli innanzitutto brevemente di che cos’é la Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo e chi/cosa rappresenta.
La Consulta è stata istituita il primo aprile 1975 con la seguente motivazione: “La Regione riconosce negli Emiliano-Romagnoli nel Mondo, nelle loro famiglie, nei discendenti e nelle loro comunità una parte essenziale della società regionale e una risorsa importante per lo sviluppo economico, sociale e culturale sia della regione Emilia-Romagna sia dei territori di emigrazione, e desidera favorire le politiche di collaborazione internazionale della Regione.”
La Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo è un organismo istituito dalla Regione Emilia-Romagna per mantenere e valorizzare i rapporti con gli Emiliano-Romagnoli residenti all’estero. Rappresenta un ponte tra la Regione e le comunità di emigrazione, riconoscendo in queste ultime una risorsa essenziale per lo sviluppo economico, sociale e culturale della regione e dei territori di emigrazione. La Consulta sostiene e promuove iniziative volte a preservare e diffondere le tradizioni linguistiche, storiche e culturali delle zone d’origine degli emigrati.
Com’é arrivato ad essere Presidente della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo?
Il 6 ottobre 2020, sono stato eletto Presidente della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo dall’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, con Valentina Stragliati e Maria Lina Bertoncini come Vicepresidenti. L’obiettivo che ci eravamo posti e’ stato quello di continuare il lavoro del mandato precedente, sostenendo la comunità emiliano-romagnola all’estero, soprattutto dopo la pandemia di COVID-19, ma anche introducendo elementi di innovazione e nuove progettualità.

Lei é il Presidente, ed é affiancato da due Vicepresidenti, Valentina Stragliati e Marilina Bertoncini: qual é la vostra relazione e che rapporto ha con lo staff permanente della Consulta?
La collaborazione con Valentina Stragliati e Marilina Bertoncini è caratterizzata da un forte spirito di squadra e da un costante confronto costruttivo. Lavoriamo insieme per definire strategie e attuare progetti che rispondano alle esigenze delle comunità emiliano-romagnole all’estero. Il rapporto con lo staff permanente della Consulta è altrettanto fondamentale: sono professionisti competenti e appassionati che supportano quotidianamente le nostre attività e contribuiscono in maniera determinante al successo delle nostre iniziative.
Che cosa l’ha colpita di piú delle Associazioni degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo e del loro operato?
Ciò che mi ha colpito maggiormente è la dedizione e la passione con cui queste Associazioni lavorano per mantenere vive le tradizioni e i valori della nostra terra d’origine. Nonostante la distanza, riescono a creare un forte senso di comunità e a promuovere iniziative culturali, sociali ed economiche che rafforzano i legami tra gli emigrati e l’Emilia-Romagna. Il loro operato è una testimonianza della vitalità e della resilienza della nostra gente.
La Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo è un organismo istituito dalla Regione Emilia-Romagna per mantenere e valorizzare i rapporti con gli Emiliano-Romagnoli residenti all’estero. Rappresenta un ponte tra la Regione e le comunità di emigrazione, riconoscendo in queste ultime una risorsa essenziale per lo sviluppo economico, sociale e culturale della regione e dei territori di emigrazione
Marco Fabbri, Presidente della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo
Questa intervista la sto facendo in qualitá di colonnista di Raia Diplomatica, ma oltre a Consultore della Consulta ed amico suo, sono anche stato fondatore di AS.ER.ES., l’Associazione degli Emiliano-Romagnoli in Spagna: cosa puó dirci di questa Associazione, cosí come di quelle piú “nuove”, nate come conseguenza di questa fenomeno chiamato “nuova emigrazione”?
L’AS.ER.ES. è un esempio eccellente del fenomeno legato alla nuove emigrazione e di come le Associazioni possano svolgere un ruolo cruciale nel mantenere vive le nostre tradizioni all’estero. La sua capacità di organizzare eventi, promuovere la cultura emiliano-romagnola e supportare i nuovi emigrati è ammirevole, anche in chiave di fare impresa e di creare “ponti” che consentono lo scambio reciproco di beni ed eccellenze enogastronomiche (e non solo). Le Associazioni più “nuove”, nate in risposta alla recente ondata di emigrazione, stanno facendo un lavoro straordinario nel fornire sostegno e creare reti di contatto per coloro che si trovano momentáneamente o che hanno deciso di vivere all’estero. Questi gruppi rappresentano una risorsa inestimabile per la nostra comunità globale.
Questo é un anno speciale, si celebra il 50º anniversario della Consulta: che progetti/idee avete per festeggiarlo a dovere?
Per celebrare il 50º anniversario della Consulta, stiamo pianificando una serie di eventi e iniziative che mirano a coinvolgere le nostre comunità in tutto il mondo. Organizzeremo conferenze, mostre, e incontri culturali sia in Emilia-Romagna sia all’estero, per celebrare il nostro passato e guardare al futuro con entusiasmo. Vogliamo che questo anniversario sia un momento di riflessione e celebrazione per tutti coloro che fanno parte della nostra grande famiglia globale. Abbiamo svolto recentemente due importanti conferenze d’Area, una a Berlino e l’altra a San Paolo, mentre a settembre ci riuniremo come Consulta a Comacchio (meraviglioso paesino in provincia di Ferrara, ndr) per discutere del futuro e delle nuove progettualità.
Quali sono i prossimi step della Consulta? Quali sono gli obiettivi a corto/medio termine? Le piacerebbe essere rieletto Presidente della Consulta?
I prossimi passi della Consulta includono il rafforzamento dei legami con le comunità di emigrati, l’implementazione di nuovi programmi di supporto e l’espansione delle nostre attività culturali e formative, anche cogliendo le opportunità del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) legate al “turismo delle radici”. A breve termine, ci concentreremo su progetti che promuovano l’inclusione e il dialogo interculturale. A medio termine, puntiamo a sviluppare ulteriormente la nostra rete internazionale e a sostenere iniziative che favoriscano lo sviluppo economico e sociale delle comunità emiliano-romagnole all’estero. Per quanto riguarda una possibile rielezione, sarebbe un onore continuare a servire questa straordinaria comunità, ma la cosa che ho imparato da questa esperienza è che la consulta è una grande famiglia che si fonda su valori e basi solide: siamo in buone mani.
Dopo queste parole, non si può fare altro che ringraziare il Presidente Marco Fabbri, le Vicepresidenti Stragliati e Bertoncini e tutto il team della Consulta per l’enorme lavoro che svolgono quotidianamente. Speriamo di vedervi presto a Madrid.
E con questo car* lettor* vi saluto, augurando a tutti delle felici vacanze estive: ci “ri-leggiamo” a settembre!

Michele Rossi, nato a Ferrara (Italia), è laureato in Scienze Giuridiche (Università di Ferrara) e ha conseguito un Master in Relazioni Internazionali (Università Católica de Ávila). Professionalmente ha maturata un’esperienza pluriennale internazionale (Italia, Spagna, Cile tra gli altri) in vari settori (legale, commerciale, finanziario). Attualmente collabora con diverse aziende, dedicandosi principalmente a temi di sviluppo commerciale, relazioni istituzionali e internazionalizzazione.
Fondatore e primo Presidente di AS.ER.ES.-Associazione degli Emiliano-Romagnoli in Spagna, dal 2020 ricopre anche il ruolo istituzionale di Consulente per l’organo della “Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo”, essendo responsabile della supervisione di diversi Paesi tra cui Spagna, Portogallo, Romania e Moldavia. Nel 2023 è stato insignito a Madrid del “Premio all’Italianità nella categoria Associazionismo”.





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