Andrea Lazzari, nativo di Roma, formatosi in Turismo, vanta 30 anni di esperienza aziendale nell’ambito delle relazioni pubbliche ed istituzionali. Marito e padre, professionalmente si dedica alla gestione di progetti nazionali ed internazionali in differenti ambiti (da menzionare il mondo della ristorazione e del franchising). Le sue doti di leadership e la sua capacità di relazionarsi ad alti livelli, l’hanno convertito in un punto di riferimento per la comunità italiana (e non solo) in Spagna e nella fattispecie a Madrid. Attualmente è Presidente del Com.It.Es. di Madrid.
Buongiorno Andrea e grazie per rilasciare questa intervista per Raia Diplomatica a un vecchio amico. Innanzitutto, raccontaci cosa sono i Com.It.Es. e, più nello specifico, di che cosa si occupa il Com.It.Es. di Madrid di cui tu sei Presidente.
Grazie a te Michele per questa intervista e per dare visibilità ai Com.It.Es. I Com.It.Es. (Comitato degli Italiani all’Estero) sono degli organismi previsti dallo Stato italiano che rappresentano il ponte tra gli italiani e le istituzioni italiane locali. Quindi il ruolo dei Com.It.Es. è quello di raccogliere le necessità della collettività e trasmetterle ai servizi consolari, dove presenti, o alle ambasciate affinché la comunità possa sentirsi sempre più ascoltata. Il ruolo fondamentale è quindi quello di ponte tra gli italiani e le istituzioni, inoltre si adopera anche a mantenere viva la cultura italiana nel paese in cui si trova. Nello specifico il Com.It.Es. di Madrid è composto da 12 consiglieri, circa il 50% uomini e il 50% donne, di varia estrazione sociale, varia età e vari profili, professionisti e non. Quindi è un Com.It.Es. che rappresenta al meglio, credo, quello che è lo scenario della nostra circoscrizione (la circoscrizione che appartiene al Com.It.Es. di Madrid comprende: Comunidad de Madrid, Andalucía, Extremadura, Galicia, Cantabria, País Vasco, Asturias, Aragón, Castilla y León y Castilla La Mancha) che è composto da circa 126.000 iscritti AIRE.
Il Consiglio Direttivo del Com.It.Es. di Madrid è formato da 12 Consiglieri, che, è doveroso sottolineare, sono tutti volontari: com’è il vostro rapporto? Quali sono i pro ed i contro di avere un numero così importante di Consiglieri?
Sì, il nostro Com.It.Es. è attualmente composta da 12 consiglieri e con il trend che sta avendo la Spagna in generale e la circoscrizione di Madrid in particolare, dove arrivano circa 1.500 nuovi italiani iscritti aire al mese, nelle prossime elezioni, previste circa tra due anni, si passerà addirittura ad un Com.It.Es. di 18 consiglieri. Ora, 12 consiglieri sono tanti e sono pochi, dipende sempre dall’operatività: considerando praticamente che ognuno di noi in teoria fa da ponte per più di 10.000 persone, si può capire quanto lavoro ci sia da fare. Essendo volontari, chiaramente, ognuno di noi dedica il tempo massimo che può e questo chiaramente comporta anche dei sacrifici personali, sacrifici con la propria professione e la famiglia, spese personali, perché chiaramente ci si sposta e ci si muove e quindi è chiaro che come tutti i ruoli di volontariato che si portano avanti, il motivo che ti spinge è la passione, la passione di essere utili alla collettività.
Oltre ad essere Presidente del Com.It.Es. di Madrid, sei stato eletto anche Presidente Intercomites, per cui, diciamo, coordini i 3 Com.It.Es. ad oggi presenti sul territorio spagnolo (oltre a Madrid, quelli di Barcellona e delle Isole Canarie): che cosa accomuna e che cosa differenzia questi 3 Organi?
Sì, sono coordinatore Intercomites e quindi ho l’onere ed il piacere di cercare di essere utile tra tutti e tre i Com.It.Es. presenti in Spagna, anche se bisogna considerare che chiaramente si gioca su tre realtà completamente differenti, perché la collettività italiana così come la relazione tra collettività italiana a Barcellona e ad Arona sono differenti da quelle a Madrid. Per quanto riguarda il Com.It.Es. di Barcellona (che copre Cataluña, Isole Baleari, Comunidad Valenciana, Murcia, Almeria), ha dovuto fare un grande lavoro per riportare i servizi consolari al livello attuale, perché c’erano delle grossissime criticità, quindi ha dovuto fare uno sforzo affinché fosse utile alla collettività, contribuendo a che oggi, i servizi consolari siano a dei livelli più snelli. Chiaramente ci sono ancora molte migliorie da fare, però per come è stata trattata la situazione dei servizi consolari ad oggi, sicuramente il Com.It.Es. di Barcellona è stato tra gli attori, oltre chiaramente al Consolato Generale e all’Ambasciata, che hanno fatto in modo che si riprendesse una situazione veramente deficitaria e con delle prassi lunghissime riguardo il rilascio dei documenti e di altri servizi consolari. Il Com.It.Es. di Barcellona, essendo anche lui composto da 12 consiglieri, ha un po’ più di difficoltà operative poichè bisogna lavorare anche sulle relazioni tra i vari consiglieri e le varie maggioranze, e questo sicuramente non aiuta l’operato dei Comitato, perché, quando non c’è armonia tra i consiglieri, chiaramente si perde molto tempo a discutere internamente sottraendo energie e rallentando quello che è il lavoro di informazione e di ascolto che deve essere proposto e destinato alla colettività. Stessa cosa purtroppo succede ad Arona, alle Isole Canarie, dove il Com.It.Es. innanzitutto ha delle difficoltà territoriali enormi perché si parla di distanze tra isole con difficoltà di connessione tra di loro, quindi fare le riunioni in presenza è molto complesso, è più difficile relazionarsi e anche ad Arona purtroppo ci sono all’interno dei consiglieri del Com.It.Es. enormi divergenze che portano ad un’azione praticamente minima dell’attività attuale del Comitato. Come coordinatore ci sono stati dei tentativi per cercare di rendere sempre più operativi tutti e tre i Com.It.Es. e soprattutto cercando di dare l’esempio perché poi alla fine è l’esempio che è quello che si può portare giacchè le realtà locali possono essere confrontate e conosciute a fondo solo localmente, e questo lavoro lo si sta cercando di portare avanti anche con delle azioni coordinate, come ad esempio: i “Premi all’Italianità”, evento che il Com.It.Es. di Madrid organizza da anni e che verrà ripreso, speriamo, dal Com.It.Es. di Arona; trasmettere informazioni alla comunità condividendole e rendendole omogenee; altre azioni che possano permettere che un’attività portata avanti da un unico Com.It.Es. venga estesa a tutta la penisola iberica e alle isole. Non è un lavoro purtroppo facile perché l’idiosoncrasia della comunità italiana a Barcellona, a Madrid e ad Arona è totalmente distinta, dal momento che si tratta di tre realtà completamente differenti tra di loro.

Com’è la relazione del Com.It.Es. con le Istituzioni Italiane (Consolato, Ambasciata) presenti sul territorio?
Il Com.It.Es di Madrid, specialmente in questo momento, potrebbe definirsi “in festa”, perché è stato ripristinato il Consolato Generale a Madrid e ciò significa avere un Console Generale, un Console, uno staff in crescita, il che implica che i servizi consolari che già in generale sono abbastanza buoni, anche come tempistiche, dovrebbero migliorare ulteriormente. Il nuovo Console Generale, Spartaco Caldararo, sta prendendo in mano la situazione perché il Consolato ufficialmente è stato inaugurato ad ottobre, lui è arrivato a luglio e vi è un gran lavoro da fare, in quanto dal Consolato Generale di Madrid oltre al Com.It.Es. dipendono anche la Scuola Italiana ed il Consolato di Arona, quindi c’è tutta una parte amministrativa che deve essere resa autonoma dall’Ambasciata. C’è anche da dire che la stessa struttura che ospita il Consolato Generale ha bisogno di lavori di messa in sicurezza e adeguamento. La commissione servizi consolari, che è una delle commissioni che il Com.It.Es. ha attivato, è la commissione che sta monitorando e cercando di essere sempre più utile e propositiva affinché i servizi consolari siano sempre più eccellenti e soprattutto i tempi il più brevi possibili, ma soprattutto affinchè i cittadini ricevano le informazioni che in molti casi non vengono seguite e comprese: come Com.It.Es. stiamo lavorando affinchè ci sia la possibilità di sapere lo stato di lavorazione delle pratiche, in modo tale che il cittadino sappia più o meno quanto manca per il ritiro del documento, ma soprattutto venga informato, perché succedono casi, per fortuna una minoranza, in cui la pratica si interrompe per vari motivi (errore nella scrittura del proprio indirizzo email, le comunicazioni che vanno in spam, ecc.), quindi se il cittadino sa a che punto si trova la sua pratica può anche stare sereno, oppure viceversa preoccuparsi e quindi interagire e cercare di risolvere l’eventuale errore.
Come giustamente dici i Premi all’Italianità sono qualcosa di estrema importanza per il Com.It.Es. di Madrid in quanto rappresentano il momento in cui si riconosce l’operato di alcuni italiani residenti in Spagna che si sono distinti per il loro lavoro ed il loro apporto alla comunità
Negli ultimi anni, in Spagna, ed a Madrid soprattutto, stiamo assistendo ad un vero e proprio proliferare di Associazioni (Regionali e non): che tipo di relazione ha instaurato il Com.It.Es. con queste realtà?
Le associazioni (regionali e non) sono vitali per il nostro Com.It.Es. perché sono a loro volta dei raggruppamenti di connazionali, quindi dato che il ruolo fondamentale del Com.It.Es. è quello di dialogare con tutta la collettività (e questo, specialmente in paesi come la Spagna non è così facile perché la collettività in moltissimi casi, per non dire la totalità, è perfettamente inserita nella società locale e molte delle coppie sono coppie miste, quindi ci sono realtà in cui la parte locale e quella italiana rappresentano una perfetta integrazione), attraverso le associazioni si cerca di arrivare in profondità e poter dialogare con i propri connazionali. Nello specifico il Com.It.Es. di Madrid ha lavorato molto sin dalla sua costituzione per capire tutte le realtà associative che esistevano, creando una apposita commissione di lavoro, e sta spronando la collettività affinché, ad esempio, le associazioni regionali che ancora non sono presenti sul territorio vengano costituite (la più recente è l’associazione del Veneto, un’associazione storica che era rimasta ferma perché la sua fondatrice aveva raggiunto i famosi limiti di età, ma che adesso è stata “rilanciata”). In ordine di tempo, come ultima associazione regionale è nata Casa Abruzzo, dopodichè si sta lavorando sulla Toscana, Lombardia e sulla Liguria, sperando che prima o poi tutte le regioni vengano coperte. Allo stesso modo importanti sono le associazioni non regionali che chiaramente sono sempre un collettore e in molti casi uniscono e integrano italiani, spagnoli e non, in gruppi che a loro volta promuovono azioni a vantaggio della collettività, ed a vantaggio della cultura italiana.
Permettimi ora di farti una domanda su quello che probabilmente è l’evento più importante che il Com.It.Es. di Madrid organizza ogni anno, ovvero i “Premi all’Italianità”, che quest’anno sono giunti alla loro XVIII edizione : qual’è la storia di questa kermesse e soprattutto ad oggi qual’è il bilancio che fa il Com.It.Es. di questo evento?
Come giustamente dici i Premi all’Italianità sono qualcosa di estrema importanza per il Com.It.Es. di Madrid in quanto rappresentano il momento in cui si riconosce l’operato di alcuni italiani residenti in Spagna che si sono distinti per il loro lavoro ed il loro apporto alla comunità. L’organizzazione di questo evento richiede tempo e sforzi, visto che riceviamo molte segnalazioni dalla comunità di italiani meritevoli, e va fatta un’attenta cernita perché le categorie sono quelle che sono e gli italiani sono tanti, quindi si cerca di fare una valutazione il più attenta e giusta possibile affinché vengano premiati coloro che in quell’anno si sono distinti per la loro traiettoria e per le loro azioni. Il Com.It.Es., è bene ricordarlo, vive di contributi dello Stato italiano e di donazioni, per cui, anche se vorrebbe fare sempre più eventi ed attività, non ci riesce, da lì che i Premi all’Italianità rappresentano qualcosa di speciale e di unico: quest’anno in particolare si è svolto anche lo spettacolo “Concerto a Utopia”, in memoria del naufragio di un piroscafo all’altezza della Linea de la Concepción/Gibilterra, dove persero la vita più di 500 connazionali; il Com.It.Es. sta lavorando già da vari anni affinché si possa realizzare un docufilm che racconti queste storie di vita. Anche per fare questo vi è necessità di fondi, e questo concerto di crowdfounding ci ha permesso di raccoglierne una parte destinata alla realizzazione delle colonne sonore da utilizzare quando ci sarà il docufilm.
Ad oggi, dopo quasi 3 anni dall’inizio del tuo mandato, quali sono le maggiori difficoltà con le quali dovete scontrarvi quotidianamente?
Riprendendo un po’ la linea di quello che dicevo prima sicuramente da un lato l’aspetto economico perché per assistere bene la comunità, per aiutare le associazioni e per far sì che l’attività del Com.It.Es. sia un’attività visibile c’è bisogno di risorse economiche, quindi da un lato vi è la difficoltà di poter arrivare veramente a tutta la nostra circoscrizione, essendo anche sempre più periferici, per poter raggiungere quelle minoranze di cittadini che risiedono in altre province. Per fortuna, il lavoro che facciamo con le associazioni ci permette di coprire gran parte di questo territorio, e quindi siamo stati a Siviglia, a Logroño, a Malaga, dove siamo presenti con una consigliera, siamo stati e torneremo a San Sebastián e cerchiamo di attuare una strategia di presenza sul territorio il più ampia possibile, ma chiaramente le risorse non sono sufficienti e quindi questa è una grossa criticità. Dall’altro lato, vi è la volontà di essere sempre più vicini alla collettività, quindi di migliorare i servizi consolari: in questo caso si tratta di un impegno costante e, permettetemelo, siamo un po’ “un elemento che rompe le scatole”, al Consolato Generale, affinché ci sia sempre la massima attenzione. Altro tema estremamente importante sul quale stiamo lavorando sin dall’inizio del nostro mandato è quello di poter richiedere l’ottenimento della doppia cittadinanza, ovvero consideriamo che la vera integrazione degli italiani in Spagna può avvenire solo attraverso il riconoscimento della doppia cittadinanza e quindi non dover rinunciare all’italiana se si vuole acquisire la spagnola; anche se il governo spagnolo è ancora reticente sotto questo punto di vista, ci si sta lavorando alacremente e siamo molto possibilisti che, entro la fine del nostro mandato, venga riconosciuta la possibilità di poter avere la doppia cittadinanza per gli italiani che vorranno richiedere anche la spagnola.
E quali sono invece i punti di forza dell’attuale Com.It.Es. e gli obiettivi che ad oggi siete riusciti a raggiungere?
I punti di forza sono sicuramente l’impostazione e la struttura che abbiamo creato, quindi in primis i consiglieri che, come dicevo, con le loro differenze e le loro peculiarità coprono uno spettro estremamente ampio di quelle che sono le necessità della nostra collettività. Abbiamo a bordo professionisti, avvocati, imprenditori, pensionati e persone che lavorano in multinazionali. Abbiamo, direi, tipologie di consiglieri che rispecchiano un po’ a 360 gradi quella che poi è la collettività qui presente in Spagna. La forza è che tutti e dodici i consiglieri, chiaramente chi più chi meno per possibilità lavorative e/o personali, sono estremamente produttivi ed ognuno si dedica a determinati temi. Per questo motivo, a parte i ruoli di Presidente, Vicepresidente, Tesoriere e Segretario, all’interno del nostro Com.It.Es. sono state istituite delle commissioni di lavoro. Abbiamo istituito la commissione per i Servizi Consolari, la commissione Osservatorio Italia, che segue le associazioni, la commissione Doppia Cittadinanza, la commissione Arte e Cultura Italiana che, chiaramente, copre uno spettro enorme e di recente la commissione I Colori dell’Emigrazione, per essere vicini a tutte le minoranze e le persone con in difficoltà e con problemi di integrazione e discriminazione. Poi seguiamo anche il discorso del turismo delle radici. La scelta di creare delle commissioni, ci permette che non ci sia sovrapposizione e che ognuno sappia a chi rivolgersi a seconda della tematica da affrontare.
Quali sono i progetti di questo Com.It.Es. da qui alla fine del mandato?
Sicuramente progetti ce ne sono tanti e tanti ne verranno perchè è ascoltando le necessità della comunità, una comunità in costante crescita, che arriveranno nuove sollecitazioni e nuove idee. Il progetto principale, probabilmente, è proprio quello legato alla doppia cittadinanza, così come seguire il rafforzamento delle associazioni, sia come quantità, sia nella loro crescita: le associazioni ovviamente a loro volta devono avere un numero di associati sempre più importante e fare sempre più eventi, ed in questo caso il Com.It.Es. diventa la spalla di aiuto affinché le associazioni crescano e diventino, possibilmente, sempre più autonome. Inoltre il Com.It.Es. lavorerà sempre di più per ricercare risorse sul territorio ed in Italia, affinché ci siano risorse economiche, ed aiuterà le associazioni e le unioni di associazioni ad effettuare eventi in comune: come già successo, ci sono associazioni che fanno attività sinergiche, e questa è una cosa estremamente bella ed importante. E poi sicuramente essere sempre più presenti in tutto il territorio della circoscrizione, affinché tutti gli italiani ci conoscano, si sentano seguiti e sappiano che c’è una una voce, un organo di persone volontarie, che li rappresenta e porta avanti le loro necessità.
Dulcis in fundo: una volta terminato questo mandato, quali sono gli obiettivi di Andrea Lazzari sia da un punto di vista professionale che da un punto di vista personale?
Diciamo che la missione di Andrea Lazzari è comunque quella di lavorare per essere utile alla formazione del prossimo Com.It.Es. di Madrid; quindi, adesso che abbiamo superato il giro di boa e che tutti i consiglieri sono diventati sempre più autonomi, si proverà a far da “traghettatore” nella maniera più fluida e più costruttiva possibile, affinché il prossimo Com.It.Es. sia sempre più forte e produttivo.
Per quanto riguarda me in particolare a livello professionale sono esperto in aiutare imprese italiane a stabilirsi in Spagna, un esperto in relazioni istituzionali e rimango chiaramente sempre a disposizione di tutte quelle aziende, italiane e no, che nutrano degli interessi verso la Spagna.
Cari lettori e lettrici, con questa intervista ad Andrea Lazzari, a cui va il mio grande ringraziamento, si chiude questo 2024 che mi ha visto, grazie alla fiducia riposta in me da Bruno Caldeira e da Raia Diplomática, scoprire il mio lato di opinionista. Spero che abbiate potuto leggere ed apprezzare i miei articoli.
Vi auguro Buone Feste, ci rileggiamo l’anno prossimo.
Feliz Navidad y Próspero Año Nuevo
Boas Festas

Michele Rossi, nato a Ferrara (Italia), è laureato in Scienze Giuridiche (Università di Ferrara) e ha conseguito un Master in Relazioni Internazionali (Università Católica de Ávila). Professionalmente ha maturata un’esperienza pluriennale internazionale (Italia, Spagna, Cile tra gli altri) in vari settori (legale, commerciale, finanziario). Attualmente collabora con diverse aziende, dedicandosi principalmente a temi di sviluppo commerciale, relazioni istituzionali e internazionalizzazione.
Fondatore e primo Presidente di AS.ER.ES.-Associazione degli Emiliano-Romagnoli in Spagna, dal 2020 ricopre anche il ruolo istituzionale di Consulente per l’organo della “Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo”, essendo responsabile della supervisione di diversi Paesi tra cui Spagna, Portogallo, Romania e Moldavia. Nel 2023 è stato insignito a Madrid del “Premio all’Italianità nella categoria Associazionismo”.





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